Never Ending Peace And Love

Seconda parte

La parte sicuramente più provante di questo viaggio è andata ed incredibilmente siamo ancora tutti vivi.
Se vi foste persi qualche passaggio potete trovare tutto qui : Tutto Nepal – Prima Parte
Come sempre indice dei paragrafi che corrisponde alle tappe per saltare alla parte che vi interessa di più con un solo click.

  1. Pokhara – Bandipur
  2. Parco nazionale del Chitwan
  3. Bhaktapur
  4. Rientro a KTM
  5. Mappa spostamenti – Stippl.

Pokhara – Bandipur

The day after the trekking. Questa giornata è iniziata con calma, anche perché fino a colazione nessuno di noi si ricordava le proprie generalità un po’ ancora per la stanchezza accumulata, un po’ per il sonno profondo che avevamo avuto in un letto comodo e dopo una doccia calda. Non abbiamo avuto troppo tempo per girare Pokhara perché la destinazione finale di questa tappa è Bandipur.
Se avrete più tempo a disposizione, sicuramente non potete perdervi le sponde del lago Phewa, una visita allo stupa della Pace e, se viaggiate in un periodo favorevole, l’alba con vista catena dell’Annapurna dal colle Sarangkot.
Se anche voi però, avrete bisogno di lasciarvi alle spalle il caos della città per rilassarvi in un posticino tranquillo, la prossima tappa è proprio ciò di cui avrete bisogno.

Dopo circa 3 ore di strada siamo arrivati villaggio a dir poco rurale di Bandipur, un’antico snodo commerciale tra Nepal e Tibet dove il tempo si è evidentemente fermato (era, non so se è stata presa d’assalto dai turisti negli anni successivi). Qui è possibile soggiornare in alcune strutture ricettive in stile tipicamente Newari, ecco non esattamente quella in cui siamo stati noi. Probabilmente perché eravamo un gruppo già troppo numeroso da ospitare in un paese così piccolo, probabilmente perché viaggiavamo con del disagio, fatto sta che noi ci siamo ritrovati in quella che originariamente poteva essere una scuola, riorganizzata ad albergo. Mancavano la reception, la sala comune, il ristorante/luogo dove fare colazione interno ma in compenso tutte le stanze affacciavano sulle meravigliose colline della zona e davanti alla struttura c’era un campo da calcio enorme, animato da un gruppetto di bambini con i quali (ovviamente) abbiamo fatto partire la sfida.

L’atmosfera che si respira in questa città è davvero senza tempo, tutto sembra succedere a rallentatore. I bambini giocano per le strade sgombre di mezzi, i caffè non sono popolati da troppi turisti e le cucine dei ristoranti affacciano direttamente sulla stradina principale. Noi ancora un po’ affaticati abbiamo optato per visitare la biblioteca, il tempio e una scuola elementare, per poi mangiare i samosa più buoni di tutto il viaggio.

Dopo una cena a buffet ci siamo ritirati tutti molto in fretta, il giorno dopo ci aspettava un altro trasferimento.

Parco nazionale del Chitwan

Il nostro undicesimo giorno in Nepal ci ha portati alla scoperta del più antico parco nazionale del paese, abbiamo alloggiato in un lodge lungo il fiume Rapti dal quale siamo partiti per le nostre avventure.

Iniziamo con un trasferimento alla struttura che ci ha organizzato il safari, rigorosamente sul tetto del pullmino, salutando la popolazione locale.

Tocca poi ad un giro in canoa e ad una passeggiata sul dorso degli elefanti. (Lo so, non è etico, ma gli elefanti vengono utilizzati dalle popolazioni locali in ogni caso anche come forza lavoro, non è obbligatorio effettuare quest’escursione, potete prendere delle jeep in alternativa e in ogni caso potete valutare le condizioni generali prima di procedere; i nostri elefanti non erano ne incatenati ne sofferenti)

Detto ciò, cosa si può trovare all’interno di questa riserva naturale? Circa 43 specie di mammiferi,  450 di uccelli e 45 di anfibi e rettili, nello specifico i veri big sono i rinoceronti indiani a corno unico, le tigri del Bengala, elefanti indiani, coccodrilli, pitoni indiani e orsi labiati. Alcune di queste specie sono davvero difficili da vedere durante un breve safari, quindi se il vostro obiettivo è quello di avvistare questi animali vi consiglierei di prendervi qualche giorno in più per migliorare le chance di vederli.
Noi siamo stati fortunati ad avvistare due rinoceronti, qualche cervo e alcuni coccodrilli.

Bhaktapur

Partenza alle ore 8.00 alla volta della “città dei devoti”, Bhaktapur, oggi Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO e dopo 7 ore di sorpassi azzardati, ingorghi, clacson, rallentamenti e curve a gomito eccoci arrivati.
Per accedere a Durbar Square e ad alcuni palazzi e templi della zona è necessario pagare un biglietto d’ingresso che costa circa 11€, non c’è bisogno di prenotarlo e si può fare anche in loco.
Essendo arrivati verso le 15 in città, dopo aver lasciato i bagagli, iniziamo ad esplorare la città, ancora molto segnata dal terremoto del 2015.
I bambini giocano in piazza, gruppi di simpatici vecchietti sono impegnati con il bagh chal, un tradizionale gioco da tavolo e le viuzze piene di negozietti pullulano di vita.
Passo più di un ora dentro ad una bottega di pittori, dove cerco di convincermi a non portare a casa una tela 4x3m ma dove non riesco a trattenermi dal comprare almeno una decina di quadretti più piccoli, lo so ho dei problemi con i quadri.

Il giorno dopo ci dirigiamo prima verso la città newari di Dhulikel dove riusciamo a visitare diverse abitazioni tipiche, poi verso il Monastero di Namo Buddha, uno dei luoghi religiosi più importanti del Nepal, la scuola forma circa 70 monaci e ne ospita altri 250. Incastonato tra le colline della valle è un luogo quasi magico, dove la pace e la serenità regnano sovrane. Qui ci si può unire ai monaci, fermandosi a dormire e seguendo i loro ritmi anche solo per un giorno, oppure si possono seguire dei veri e propri percorsi di meditazione di più giorni.
Dopo aver visitato la sala centrale e aver salutato gli allievi più piccini, iniziamo la discesa a piedi (un trekking, breve ma comunque un trekking) verso Panauti una delle città più antiche del Nepal, con molti templi e stupa risalenti al XV secolo o prima. Proprio nelle vicinanze di una di queste strutture abbiamo l’onore di essere invitati ad assistere ad una cremazione in stile Tibetana, molto diversa da quelle viste a Pashupatinath.
Terminata la cerimonia proseguiamo il nostro trekking per arrivare a fondo valle, risalire sul pulmino e rientrare.

L’ultimo giorno a Bhaktapur inizia relativamente presto, con una visita alla città di Thimi, conosciuta anche come la città dei vasai, per poi recarci al più antico tempio nepalese : Changu Narayan, costruito nel IV sec. dopo Cristo.
Rientriamo quindi in città per terminare la visita ai luoghi cult :
– Durbar Square
– Taumadhi Square
– Nyatapola Temple
– Il palazzo dalle 55 finestre
– Pottery Square
Per visitare al meglio questi luoghi vi consiglio vivamente di avere una guida, Raj ha davvero fatto la differenza nel raccontarci la storia del paese.

Rientro a KTM

Il nostro ultimo giorno in terra Nepalese ci vede sulla strada per rientrare a Kathmandu, ma non senza le ultime fermate.

Prima due villaggi locali : Bungmati e Khokana, il primo legato all’artigianato del legno mentre il secondo legato alla produzione dell’olio di senape, due realtà impegnate a ripartire dopo il terremoto

Poi Patan : considerata la più antica tra le città reali nella valle di Katmandu, presenta anche lei una Durbar Square che fa parte dei 7 complessi monumentali patrimoni dell’Unesco. La città si gira comodamente a piedi, i numerosi punti di interesse come il Palazzo Reale, il Patan Museum, il Golden Temple ed il Mahabouddha si trovano tutti a pochi minuti di camminata.

Dopo un pranzo tranquillo ci siamo rimessi in marcia per raggiungere Kathmandu, dove abbiamo dormito l’ultima notte prima di rientrare in Italia.

Ma prima di risalire sull’aereo non poteva mancare una cena tradizionale organizzata dal corrispondente locale Amresh, con piatti tipici, balli, alcuni souvenir tipici per tutti i partecipanti e una torta di pasticceria impeccabile come le altre mangiate lungo il nostro cammino.

Mappa spostamenti – Stippl.

Inutile dire che le esperienze fatte durante questo viaggio mi hanno veramente cambiato la vita e difficilmente potrò dimenticarmi delle emozioni provate.
Probabilmente sembrerà una frase alla “Mangia, prega, ama” ma davvero, se vi sentite persi, un viaggio così vi farà ritrovare la vostra bussola interiore.

A presto, con le prossime disavventure!

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